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I 10 migliori monasteri in Giappone

Il buddhismo arrivò in Giappone dalla Cina e dalla Corea nel VI secolo, e nei successivi millecinquecento anni si sviluppò in una serie di scuole distinte — Tendai, Shingon, Zen Rinzai, Zen Soto, Jodo, Nichiren — ciascuna con la propria pratica, la propria architettura, il proprio sistema di formazione monastica. I monasteri giapponesi non sono identici: Eihei-ji è una comunità di pratica intensiva; Daitoku-ji è un insieme di sub-templi con giardini secchi; Koyasan è una piccola città monastica a 900 metri sul mare. Ogni visita offre un'esperienza diversa.

1. Eihei-ji, Fukui

Eihei-ji fu fondato da Dogen nel 1244, di ritorno dalla Cina dove aveva studiato lo Zen Soto. È ancora oggi il principale monastero di formazione della scuola Soto, con circa duecento monaci in addestramento. La disciplina è tra le più rigide del buddhismo giapponese: svegliarsi alle quattro del mattino, meditare ore ogni giorno, lavorare nei giardini e nelle cucine, mangiare in silenzio con gestualità codificata. I visitatori possono girare liberamente il complesso di settanta edifici collegati da corridoi coperti; soggiorni di meditazione disponibili su prenotazione. Si trova nel Fukui, raggiungibile da Fukui city.

2. Soji-ji, Yokohama

Soji-ji è l'altro dei due monasteri-testa della scuola Soto Zen, oggi situato a Tsurumi (Yokohama) dopo il trasferimento dall'originale sede di Noto nel 1898. La struttura è imponente e funziona come centro di formazione per i sacerdoti Soto di tutto il Giappone. Facilmente raggiungibile da Tokyo; l'ingresso alle aree pubbliche è libero.

3. Daitoku-ji, Kyoto

Daitoku-ji è un complesso di ventidue sub-templi zen Rinzai nel nord di Kyoto, fondato nel 1319. Non tutti i sub-templi sono aperti al pubblico; quelli visitabili — Daisen-in, Koto-in, Zuiho-in, Ryogen-in — hanno giardini di pietra di altissima qualità. Musashi Miyamoto e Sen no Rikyu sono sepolti qui; Oda Nobunaga fu commemorato con una cerimonia a Daitoku-ji nel 1582. Ingresso separato per ciascun sub-tempio.

4. Myoshin-ji, Kyoto

Myoshin-ji è il più grande complesso del Rinzai Zen in Giappone, fondato nel 1337. Il recinto contiene quarantasei sub-templi su un'area di tredici ettari. La campana del XV secolo nel campanile è la più antica del Giappone datata con precisione (698). La sala principale del complesso (Hatto) ha un drago dipinto sul soffitto che, secondo la tradizione, guarda sempre dritto negli occhi chi lo osserva da qualsiasi punto della sala.

5. Kongōbu-ji, Monte Koya

Monte Koya (Koyasan), a 900 metri di altitudine sulle montagne di Wakayama, è la sede della scuola Shingon fondata da Kukai (Kobo Daishi) nell'816. L'intero monte è patrimonio UNESCO dal 2004. Kongōbu-ji è il tempio principale del complesso; il cimitero Okunoin, dove si dice che Kukai stia ancora meditando nella sua tomba, è un bosco di cedri millenari con centinaia di migliaia di lapidi. I shukubo — soggiorni nei templi — sono disponibili in oltre cinquanta templi; la cena shojin ryori (cucina buddhista vegetariana) è inclusa.

6. Enryaku-ji, Monte Hiei

Enryaku-ji, sull'Hiei-zan che divide Kyoto e il lago Biwa, fu fondato nel 788 da Saicho, il fondatore della scuola Tendai. Per secoli fu il centro più influente del buddhismo giapponese; quasi ogni scuola importante — Zen Soto, Rinzai, Jodo, Nichiren — ebbe i suoi fondatori come monaci di Enryaku-ji. Il complesso è patrimonio UNESCO (incluso nel sito "Monumenti storici dell'antica Kyoto"). Oggi comprende tre aree collegate da bus e funivia; la visita richiede mezza giornata.

7. Todai-ji, Nara

Todai-ji fu fondato nel 728 per volere dell'imperatore Shomu come monastero principale della scuola Kegon. La sala principale, Daibutsuden, è la struttura in legno più grande del mondo attualmente in piedi — e quella attuale (XVIII sec.) è già più piccola dell'originale. All'interno, il Grande Buddha (Daibutsu) in bronzo — alto quindici metri — è uno dei più grandi del Giappone. Nara è raggiungibile da Osaka o Kyoto in meno di un'ora di treno.

8. Horyu-ji, Nara

Horyu-ji, fondato nel 607 dal Principe Shotoku, è il complesso di edifici lignei più antico del mondo ancora in piedi. Patrimonio UNESCO dal 1993. La pagoda a cinque piani e il kondō (sala principale) del VII secolo sono di una semplicità formale radicale, completamente diversi dall'estetica posteriore del buddhismo giapponese. Il museo del tesoro custodisce sculture e oggetti del VII-VIII secolo di qualità museale internazionale.

9. Engaku-ji, Kamakura

Engaku-ji fu fondato nel 1282 dallo shogun Hojo Tokimune per commemorare i guerrieri morti nelle battaglie contro i Mongoli. È il secondo dei cinque grandi monasteri Rinzai di Kamakura (il Gozan). La campana del XIV secolo nella collina sopra il monastero è una delle più belle del Giappone. Kamakura era la capitale militare medievale; Engaku-ji, Kencho-ji e gli altri monasteri del Gozan sono tutti raggiungibili a piedi o in bicicletta.

10. Ryoan-ji, Kyoto

Ryoan-ji è tecnicamente un monastero Rinzai, ma è visitato soprattutto per il giardino di pietra (karesansui) — quindici pietre su ghiaia bianca rastrellata — considerato il punto più alto del pensiero estetico zen. Patrimonio UNESCO. Il giardino è meglio visitato alle prime ore del mattino, prima che arrivino i gruppi organizzati.

Come visitare i monasteri giapponesi

La maggior parte dei templi-monastero giapponesi ha un biglietto d'ingresso (tra 500 e 1.000 yen). Le ore di apertura sono generalmente dalle 8 alle 17; alcuni siti chiudono presto in inverno. Scarpe comode per camminare su strade di ghiaia. Nei templi dove si entra in edifici, le scarpe si tolgono e si mettono pantofole fornite. I soggiorni shukubo si prenotano online con mesi di anticipo per le destinazioni più richieste.

La struttura dei complessi zen

I monasteri zen giapponesi seguono un piano tipico derivato dai monasteri Chan cinesi della dinastia Song: una sequenza assiale di edifici che porta dalla Porta dell'Ingresso (Sanmon) alla Sala del Buddha (Butsuden), poi alla Sala del Dharma (Hatto) dove si tengono le cerimonie e le istruzioni pubbliche. I giardini zen — il karesansui di sabbia e pietre — non sono ornamentali nel senso occidentale: sono strumenti di pratica, progettati per generare nello spettatore uno stato di raccoglimento o di interrogazione. I giardini più famosi del Giappone si trovano nei sub-templi di Daitoku-ji e Myoshin-ji a Kyoto, aperti al pubblico con biglietto separato per ciascuno.

Zazen: la meditazione seduta aperta agli stranieri

La maggior parte dei grandi monasteri zen giapponesi offre sessioni di zazen aperte al pubblico, generalmente al mattino presto (tra le 5 e le 7). Non è necessaria alcuna preparazione: si siede sul cuscino (zafu), si guarda il muro, si sta fermi. Un monaco sorveglia la sala e, se i partecipanti lo desiderano, usa il keisaku — il bastone piatto con cui colpisce le spalle per allentare la tensione e, simbolicamente, risvegliare l'attenzione. Eihei-ji ha sessioni di zazen aperte ai visitatori che vi soggiornano; Engaku-ji a Kamakura organizza sessioni regolari per stranieri con spiegazioni in inglese.

Il pellegrinaggio di Shikoku e i monasteri Shingon

Il pellegrinaggio di Shikoku — 1.200 chilometri attorno all'isola di Shikoku, toccando ottantotto templi fondati o collegati a Kukai (Kobo Daishi) — è il pellegrinaggio buddista più famoso del Giappone. Chi lo compie porta un bastone bianco simbolo della presenza di Kukai al fianco del pellegrino; i templi sono di varia grandezza, da piccoli oratori a grandi complessi. Il pellegrinaggio completo a piedi richiede circa sessanta giorni; molti pellegrini lo fanno in auto o con i mezzi pubblici. È aperto a chiunque, credente o no.

Tutti i monasteri giapponesi sono localizzati sulla mappa interattiva.